PENSIONI AI TEMPI DEL VIRUS

Scatta dall’1 aprile la perequazione automatica delle pensioni che comporta l’adeguamento dei vitalizi al costo della vita.

Si tratta dell’applicazione di disposizioni normative che continuano a produrre i loro effetti anche nel corso dell’emergenza sanitaria da coronavirus che ha ribaltato le priorità delle agende politiche nazionali ed internazionali.

Alla gestione ordinaria della previdenza si affiancano poi gli interventi straordinari previsti dal decreto “Cura Italia” che attengono al mondo delle pensioni all’interno dell’emergenza.

Perequazione automatica per le pensioni in essere

Per il 2020, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha previsto un incremento di 0,4% che varrà a partire dall’1 aprile.

I pensionati riceveranno anche gli adeguamenti pensionistici arretrati da gennaio a marzo.

Tuttavia la percentuale non sarà applicata a tutti in maniera uniforme.

Il 100% della rivalutazione viene applicato agli assegni fino a 1539,03 euro, mentre man mano che l’importo aumenta, si riduce l’incremento. La maggiorazione sarà di:

  • 0,39% per gli assegni da 1.539,04 a 2.052,04;
  • 0,31% per quelli da 2.052,05 a 2.565,06;
  • 0,21% per quelli da 2.565,06 a 3.078,06;
  • 0,19% per gli assegni da 3.078,07 a 4.104,08;
  • 0,18% per gli importi da 4.104,09 a 4.617,09;
  • 0,16% da 4.617,10 in poi.

In termini netti, visto che gli aumenti sono comunque tassati, una pensione di 1.200 euro avrà una maggiorazione mensile di circa 4 eurouna di 1.500 intorno ai 5.

Pensioni e coronavirus: cosa prevede il decreto legge Cura Italia

Il decreto legge “Cura Italia”, varato per contrastare gli effetti economici determinati dall’emergenza epidemiologica, interviene su diversi fronti per ristorare famiglie ed imprese dal blocco forzato delle attività.

Per quanto riguarda il fronte previdenziale, il decreto legge non interviene sulle pensioni già in essere, ma alleggerisce gli oneri contributivi.

La disposizione normativa prevede infatti la sospensione dei versamenti di ritenute e contributi previdenziali ed assistenziali per i settori più colpiti, senza limiti di reddito. Gli ambiti interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse.

La sospensione riguarda la mensilità di marzotutti gli adempimenti potranno essere assolti senza sanzioni ed interessi entro il 31 maggio.

Per gli operatori economici non interessati dal provvedimento, il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali è comunque posticipato dal 16 al 20 marzo.

Non ci sono, per ora, novità sul fronte della riforma previdenziale, che era una delle priorità nazionali prima dell’esplodere dell’emergenza epidemiologica.

Allo studio c’era la possibilità di rivedere l’età pensionabile dopo la scadenza di quota 100 che, nelle intenzioni del governo, non sarà rinnovata dopo la scadenza del 2021.

Bisognerà aspettare per sapere se ci sono aggiornamenti, ma è probabile che la vicenda sanitaria rallenti l’iter, che prevede riunioni e confronti serrati, allungando i tempi di una riforma che, già di per sé, è piuttosto complessa.

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